ASCOLTARE E’ UN’ARTE – Il Counseling psicologico in farmacia

ASCOLTARE E’ UN’ARTE – Il Counseling psicologico in farmacia

La Psicologia in Farmacia:

Counseling psicologico e comunicazione nel setting della farmacia

INTRODUZIONE                      

“Orandum est ut sit mens sana in corpore sano”, ossia: “bisogna chiedere agli dei che la mente sia sana in un corpo sano”. Così recitava già intorno al  50 D.C.  una  nota sentenza tratta da un verso delle Satire  di Giovenale che invitava l’uomo ad aspirare, e a richiedere agli dei,  due soli beni: la sanità dell’anima e la salute del corpo, considerando vani ed effimeri tutti gli altri.

Questo verso sembra essere una anticipazione “ante litteram” di  quanto veniva poi definito nel 1998 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

DEFINIZIONE DI SALUTE – OMS

La salute,  nella carta fondativa dell’OMS, era indicata come quello stato di benessere fisico, mentale e sociale  che non corrisponde semplicemente a una condizione di assenza di malattia fisica. Già da questa definizione risulta chiaro che la salute mentale costituisce parte integrante della salute e del benessere. Sempre l’OMS nel 2005 dichiara:  “Senza salute mentale la salute non è possibile.”

Per salute mentale si intende quello stato psicologico di benessere che permette alla persona di organizzare e strutturare in maniera soddisfacente le proprie qualità cognitive, emozionali e relazionali affinché possa vivere in maniera responsabile, attiva e soddisfacente.

Queste definizioni, che a prima vista possono apparire come rispondenti a una visione olistica dell’uomo, considerato come un  tutto unico, vanno intese non come una condizione raggiungibile, ma come una meta ultima alla quale tendere, in quanto un totale stato di  salute e di equilibrio psico-fisico non è possibile.

La “sanità” e la malattia rappresentano solo due punti astratti lungo un continuum nel quale l’uomo si muove, andando avanti e tornando indietro durante la sua vita attraverso diverse fasi evolutive, a volte più complicate e a volte più semplici, dove spesso non si conosce quale sarà l’arrivo e quale è stata la partenza.

E in questo complicato continuum, dove la salute non corrisponde solo al benessere fisico, si può verificare il caso, apparentemente paradossale, che un malato terminale che abbia accettato la propria malattia, convertendola in una opportunità, cosa sicuramente molto difficile, sia più sano di qualcuno che, pur non affetto da nessuna vera malattia fisica, viva uno stato di ansietà psicologica o, peggio ancora  sia affetto da un serio squilibrio psichico.

Negli ultimi decenni viviamo in un modifica dei concetti di salute e di malattia che si esprime tramite un cambiamento terminologico, anche se sicuramente non si riduce solo a questo.

In campo socio-sanitario si è passati dal termine paziente, dal latino patĭ ens-entis, che definisce colui che abitualmente, o in situazioni occasionali, è disposto a sopportazione e tolleranza, al termine  più frequente di persona assistita.

Il primo è usato comunemente per intendere una persona affetta da una malattia che si affida a cure mediche, il secondo si riferisce a una persona nella sua interezza che richiede assistenza. Gli operatori socio-sanitari stanno acquistando sempre più  la consapevolezza che la comunicazione relazionale è parte costitutiva della cura, e questo è vero anche in farmacia.

FARMACIA DEI SERVIZI

La Farmacia dei Servizi, presidio Socio-Sanitario,  in linea con queste modifiche e, così come stabilisce il D.Lgs 153/2009, fornisce non solo farmaci, ma anche servizi  di primo livello e  partecipa alla attuazione di programmi di educazione sanitaria e di campagne di prevenzione delle principali  patologie a forte impatto sociale.

All’interno di questi servizi può essere incluso anche quello psicologico. La Farmacia dei Servizi dovrebbe, non solo proporre dei servizi, ma principalmente ascoltare, anche tramite sondaggi conoscitivi, le esigenze del territorio e mettersi al servizio dell’utenza.

Tra proporre dei servizi e mettersi al servizio a volte ci può essere una differenza profonda.

Lo psicologo in farmacia, come professionista della salute, ha il compito di lavorare in team con gli altri operatori e di accogliere, ascoltare e indirizzare, prevenendo e intercettando  il disagio psicologico tramite differenti strategie, tra le quali quella di counseling.

Counseling

Il counseling è una  attività di orientamento e di sostegno, basata sull’ascolto  empatico attivo e sulla comunicazione strategica.

L’ascolto attivo è la  capacità di entrare in contatto con l’altro in maniera empatica  e di comunicarla tramite il linguaggio verbale e non verbale, di comprenderne lo stato d’animo e di sospendere qualsiasi giudizio sull’altro entrando con lui in sintonia  audio-visivo-cinetica.

Carl Rogers(1951), padre fondatore del counseling, proponeva una metodo di aiuto al cliente non attivo e centrato sulla persona che si basava sulla positiva accettazione e capacità di adottare lo schema di riferimento dell’altro.

Questa metodologia, si trasformò poi in un atteggiamento interiore e in  un modo di vivere basato sull’accoglienza, l’ascolto e la comunicazione dell’ascolto.

La comunicazione strategica è quel processo di  interazione che, tramite modalità e tecniche, ha lo scopo di produrre cambiamenti che contribuiscano al miglioramento della qualità della vita e alla risoluzione o alla riduzione del disagio psicofisico.

Sempre più persone di differenti età si recano in farmacia con l’esigenza di essere ascoltati, e non solo di risolvere il proprio disagio tramite uno o più farmaci.

Lo psicologo in farmacia nel setting della consulenza utilizza il counseling psicologico in farmacia allo scopo di favorire  il benessere psico-fisico accogliendo e prevenendo il disagio e  la sofferenza psichica e di  sostenere e sviluppare le potenzialità della persona che si rivolge alla farmacia per ricevere una risposta rapida, stimolandone gli atteggiamenti propositivi, la responsabilità, la consapevolezza e le risorse personali.

Carl Rogers diceva che il miglior modo di venire in aiuto di qualcuno che si trovi in difficoltà, non è quello di dirgli cosa deve fare, ma quello di aiutarlo a comprendere la situazione e a gestirla in maniera responsabile (La Terapia centrata sul cliente, 1951).

Questo è quello che dovrebbe fare lo psicologo anche in farmacia, nello spazio-tempo, spesso limitatissimo di uno o due incontri.

In molti casi il suo intervento implica anche il favorire  un cambiamento verso uno stile di vita più responsabile come per esempio può guidarlo verso uno stile alimentare più corretto,  verso la consapevolezza della necessità di cessare l’abitudine di fumare o altro (Empowerment)  

 Il Counseling non è solo consiglio

   Il counseling non è solo consiglio, ma è inizialmente ascolto, e solo successivamente consiglio. La farmacia dei servizi non è solo proposta di servizi, ma ascolto delle esigenze del territorio e dei bisogni del singolo e disponibilità di porsi al servizio delle persone.

Lo psicologo nel suo lavoro di counselor deve essere capace di ascoltare, consigliare e successivamente effettuare, nella maggioranza dei casi,  un invio ad un altro professionista o servizio.

C’è molto ancora da fare sia a livello legislativo che a livello sociale. Questa è una delle tante situazioni dove la legislazione sembra in certi contesti territoriali essere rimasta indietro rispetto alla modifica della società e del sociale e in altri sembra precederla.

La trasformazione delle coscienze sicuramente è tra i cambiamenti più difficili da affrontare. Le modificazioni più lente e più difficili sono quelle che avvengono nelle coscienza individuale e nella coscienza collettiva e interventi conoscitivi e di prevenzione primaria possono rappresentare piccoli tasselli lasciati lungo la strada di questo difficile cammino .

Autore dell’articolo : prof. Rosanna Canero Medici, psicologa, psicodiagnosta, presidente del Centro di Psicologia Apeiron, socia Anpif,  socia Scuola Romana Rorschach, A.IR. – I.R.S, CTU e CTP per il Tribunale Civile e dei Minorenni di Roma, mediatore familiare, docente di Elementi di Psicologia Giuridica presso l’Università degli Studi di L’Aquila. Già docente di Antropologia e Criminologia e di Statistica Sociale presso l’Università degli Studi di L’Aquila.

 

Bibliografia

AA.VV.(2014), Linee di indirizzo sugli strumenti per concorrere a ridurre gli errori in terapia farmacologica nell’ambito dei servizi assistenziali erogati dalle farmacia di Comunità, Ministero della Salute.   

Giovenale D. G. , Satire , cura e traduzione di E. Barelli , edizione con testo latino a fronte,BUR Biblioteca Universale Rizzoli,  Milano

Giusti E., Masiello L. (2003), Il counseling sanitario, Manuale introduttivo per gli operatori della salute, Carrocci, Roma

Rogers C.R.(1951), Client-centered Therapy: its Current Practice, Implications and Theory, Constable, London (Trad. Rogers C.R. (2000), La terapia centrata sul cliente, Psycho, Firenze)

Rogers C.R.(1961),  On becoming a person, Houghton Mifflin, Boston

Nadin G., Pacenti G.C., Salemme W (2011), La farmacia dei servizi. Opportunità e soluzioni nell’integrazione all’assistenza sanitaria,  Tecniche Nuove, Milano.

Fiorella Palombo, Lo Psicologo in Farmacia cap. in La Farmacia dei Servizi – idee e realtà – 2015 – editore Diagnosi&Terapia

Secci E.M., Duò C. ( 2011) La comunicazione strategica nelle professioni sanitarie, ebookecm Pro.Met.eO Edizioni

Anpif : www.farmaciaepsicologia.it

Fiorella Palombo Ferretti: dispense corsi di formazione

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